Cavalieri in costume tradizionale sardo, con gilet neri bordati di rosso e una donna con velo bianco, sfilano a cavallo lungo un viale di Sassari fra le transenne
Cavalieri in costume alla Cavalcata Sarda — foto: Gianni Careddu · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

C'è un giorno all'anno in cui la Sardegna intera sembra darsi appuntamento nella stessa città. È la Cavalcata Sarda, che si svolge a Sassari solitamente la penultima domenica di maggio. Per le strade sfilano gruppi in costume tradizionale provenienti da tutta l'isola, a piedi, a cavallo e sui carri addobbati: un mosaico di colori, tessuti, ricami e gioielli che le ha fatto guadagnare il soprannome di festa della bellezza. Per chi vuole capire quanto siano diverse, e quanto siano vive, le tradizioni sarde, è difficile immaginare un'occasione migliore.

Dalle visite dei re alla festa di tutti

Secondo lo scrittore sassarese Enrico Costa, la prima cavalcata risalirebbe al 1711, negli ultimi anni del dominio spagnolo, quando il consiglio civico di Sassari organizzò un corteo a cavallo in onore del re Filippo V. Per lungo tempo la manifestazione si tenne soltanto in occasione di visite di sovrani e membri della casa reale.

La Cavalcata moderna nasce il 20 aprile 1899, quando la città accolse il re Umberto I e la regina Margherita, giunti a Sassari per l'inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele II. Per l'occasione venne organizzata una grande sfilata di costumi sardi, con migliaia di partecipanti e centinaia di cavalli provenienti dalla provincia. Nei decenni successivi l'evento si ripeté solo in poche occasioni; è dalla seconda metà del Novecento che la Cavalcata è diventata un appuntamento annuale.

Un tratto la distingue dalle altre grandi feste dell'isola: a differenza delle celebrazioni religiose di Cagliari e Nuoro, la Cavalcata ha un carattere laico. Non si porta in processione un santo: si celebra l'identità della Sardegna attraverso i suoi abiti, la sua musica e il suo rapporto con il cavallo.

La giornata della Cavalcata

Il mattino: la sfilata dei costumi

La mattina è dedicata alla sfilata per le vie cittadine. Ogni gruppo rappresenta un paese e indossa l'abito tradizionale della propria comunità: gonne plissettate e scialli ricamati, giubbetti di velluto, camicie bianche, copricapi e gioielli in filigrana. Alcuni gruppi sfilano a piedi, altri a cavallo, altri ancora sulle traccas, i carri trainati dai buoi e adornati di fiori, che ricordano i lavori e le feste della vita contadina. Suonatori di launeddas, cantori e tamburini accompagnano il corteo, che attraversa il centro fino a piazza d'Italia.

Il bello è proprio il confronto: a pochi metri di distanza si passa da un costume all'altro, e ci si rende conto di come paesi vicini abbiano sviluppato tradizioni completamente diverse.

Il pomeriggio: i cavalieri

Nel pomeriggio la scena si sposta all'ippodromo, dove i cavalieri si esibiscono in corse ed evoluzioni spettacolari: pariglie lanciate al galoppo, acrobazie in sella, figure eseguite da più cavalieri affiancati. È la parte più adrenalinica della giornata e mostra quanto il cavallo sia ancora al centro della cultura popolare sarda.

La sera: canti e balli in piazza

Al calare del sole la festa si trasferisce in piazza d'Italia, il grande salotto della città, per una serata di canti e balli tradizionali accompagnati dalle launeddas e dalle fisarmoniche. È il momento più conviviale della giornata, e la musica va avanti fino a tarda sera.

Consigli pratici

  • Scegliete un punto lungo il percorso con un po' di anticipo: le transenne si riempiono rapidamente, soprattutto nei tratti centrali.
  • Portate una giacca leggera: a fine maggio le giornate sono tiepide, ma la sera in piazza può rinfrescare.
  • Informatevi sull'accesso allo spettacolo pomeridiano all'ippodromo, le cui modalità possono variare di anno in anno.
  • Fotografate con discrezione: molti costumi sono pezzi di famiglia preziosi, e i partecipanti sfilano per orgoglio, non per posa.

Maggio, il momento giusto per il nord Sardegna

La Cavalcata cade in uno dei periodi più piacevoli dell'anno: la campagna è ancora verde, le giornate sono lunghe e le spiagge, come l'Isola Rossa o la Costa Paradiso con la cala Li Cossi, si possono godere senza la folla di agosto. Da Viddalba Sassari si raggiunge in auto, e al ritorno vi aspetta la calma della campagna fra Gallura e Anglona. Villa Jolies, con quattro camere ciascuna con bagno privato, e la Villetta Ruja, tutta al piano terra, possono ospitare insieme fino a 15 persone: comode per un gruppo di amici o una famiglia allargata. Trovate i dettagli nella pagina delle due case.

La data esatta, il programma e le modalità di accesso agli eventi vengono stabiliti ogni anno: prima di organizzare la visita verificate le informazioni aggiornate sui canali ufficiali del Comune di Sassari e sul portale della Regione, SardegnaTurismo.

Dormire a nord di Sassari

Villa Jolies e la Villetta Ruja sono due case indipendenti nella campagna di Viddalba, con vista sul golfo dell'Asinara, a circa 25 minuti d'auto dall'Isola Rossa. Potete prenotarle separatamente o insieme, fino a 15 ospiti.