La basilica romanica di Nostra Signora di Tergu, con facciata ad archetti in pietra rossa e bianca e campanile squadrato, sotto un cielo con nuvole
La basilica di Nostra Signora di Tergu — foto: Ángel M. Felicísimo · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Ci sono riti che si guardano e riti che si ascoltano. Il Lunissanti di Castelsardo appartiene alla seconda categoria: prima ancora delle figure incappucciate e dei simboli portati in processione, a restare addosso sono le voci. È il rito del Lunedì Santo, quello che apre la Settimana Santa nel borgo arroccato sul golfo dell'Asinara, ed è considerato uno dei momenti più intensi della religiosità popolare del nord Sardegna. Le sue origini sono medievali, e da secoli il programma della giornata si ripete quasi immutato.

Chi lo organizza: la confraternita di Santa Croce

Protagonista del Lunissanti è la confraternita dell'Oratorio di Santa Croce. I confratelli si dividono fra portatori e cantori: i primi sfilano in abito bianco con il capo coperto e portano i simboli della Passione; i secondi formano i cori che accompagnano ogni fase del rito. Tradizionalmente gli uomini che reggono i simboli vengono chiamati Apostoli.

I simboli sono i Misteri: oggetti che richiamano, uno per uno, i momenti della Passione di Cristo. Fra questi il calice, la colonna e il flagello della flagellazione, la corona di spine, la croce, la scala, il martello e la tenaglia, la lancia e la spugna. Portati in fila, compongono una sorta di racconto che si legge camminando.

I canti: Miserere, Stabat e Jesu

Il cuore del Lunissanti è musicale. Tre cori, ciascuno legato a un momento del rito, eseguono i canti tramandati di generazione in generazione all'interno della confraternita: lu Miserere, lu Stabat e lu Jesu. Ogni coro è formato da quattro voci maschili, chiamate bassu, contra, bogi e falzittu, secondo la tradizione del canto polifonico sardo. In Sardegna questo repertorio religioso vive quasi sempre dentro le confraternite ed è ancora eseguito secondo le pratiche tradizionali: ascoltarlo dal vivo, fra i vicoli di pietra, è un'esperienza che difficilmente si dimentica.

La giornata, dall'alba alla notte

Il mattino: da Castelsardo a Tergu

Il rito comincia all'alba, dopo la messa nella chiesa di Santa Maria, nel centro storico. Da qui la processione si muove attraverso il borgo e poi lascia Castelsardo per un cammino di diversi chilometri nella campagna, diretta alla basilica di Nostra Signora di Tergu, uno dei gioielli del romanico sardo, con la sua facciata in pietra rossa e bianca.

A Tergu la processione arriva in tarda mattinata. I Misteri vengono presentati alla Vergine e i tre cori si uniscono in un canto di lamento. Segue una pausa: il rientro verso Castelsardo avviene nel primo pomeriggio.

La sera: la processione delle fiaccole

Il momento più suggestivo arriva al calare del buio. Le luci del centro storico si spengono e la processione finale attraversa le strade strette del borgo rischiarata soltanto da fiaccole e lumini disposti ai lati del percorso. I cappucci bianchi, i simboli della Passione e i canti nel silenzio della notte creano un'atmosfera che resta nella memoria di chi vi assiste. I gruppi girano per il borgo fino a tarda sera, prima della conclusione del rito.

Consigli per assistere con rispetto

  • È un rito religioso, non uno spettacolo: mantenete il silenzio durante i canti e lasciate libero il passaggio ai confratelli.
  • Arrivate presto per la processione serale: le vie del centro storico sono strette e si riempiono in fretta.
  • Scarpe comode: Castelsardo è fatto di salite, scalinate e selciato.
  • Foto senza flash, soprattutto nella processione notturna, quando la luce delle fiaccole è parte essenziale del rito.
  • Se volete seguire anche il tratto verso Tergu, informatevi prima su percorso e punti di osservazione: il cammino si svolge in parte su strade di campagna.

Un'occasione per scoprire la bassa stagione

Il Lunedì Santo cade fra marzo e aprile, a seconda della data della Pasqua: è il periodo in cui il nord Sardegna si risveglia, la campagna è verde e le strade sono tranquille. Castelsardo si trova a circa 20 km dalle nostre case di Viddalba, una distanza che permette di assistere sia alla parte del mattino sia alla processione della sera, rientrando poi davanti al camino. Villa Jolies e la Villetta Ruja hanno entrambe un soggiorno con camino o caminetto, perfetto per le serate ancora fresche di primavera. Per altre idee sulla zona date un'occhiata ai dintorni.

Le date cambiano ogni anno insieme alla Pasqua e il programma dettagliato della Settimana Santa viene diffuso di volta in volta: prima di partire verificate orari e percorsi sui canali ufficiali del Comune di Castelsardo e della confraternita.

Dormire vicino a Castelsardo

Villa Jolies e la Villetta Ruja sono due case indipendenti nella campagna di Viddalba, a circa 20 km da Castelsardo, con soggiorno con camino e vista sul golfo dell'Asinara. Potete prenotarle separatamente o insieme, fino a 15 ospiti.