Panorama di Viddalba con le case del paese ai piedi delle colline e campi dorati in primo piano
Viddalba e le colline della bassa valle del Coghinas — foto: Gianni Careddu · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Viddalba è un piccolo comune di campagna nella bassa valle del Coghinas, al confine fra Gallura e Anglona, dove il fiume rallenta, la pianura si apre fra orti e vigneti e il mare del Golfo dell'Asinara è a una manciata di chilometri. Il paese e i suoi vicini meritano più di un passaggio veloce: archeologia di primo livello, una chiesa romanica, un fiume da seguire fino alla foce e borghi che raccontano storie diverse a pochi minuti l'uno dall'altro.

Il paese: un comune giovane con radici antiche

Viddalba è diventato comune autonomo soltanto nel 1975, quando si è staccato da Aggius, di cui era stato a lungo una frazione. Il nome viene fatto derivare da Villa Alba, cioè "villa bianca", e ancora oggi gli abitanti chiamano il paese anche Viddha Eccia, il "paese vecchio". Il territorio comunale comprende diverse frazioni sparse nella campagna, fra cui Giagazzu, Giùncana, L'Avru, Tungoni e Li Reni: è proprio fra queste località rurali, fra vigneti e macchia, che si trova Villa Jolies.

La lingua che sentirete parlare in paese è il gallurese, segno del legame storico con la Gallura, anche se le colline di fronte appartengono già all'Anglona. L'economia è ancora in buona parte agricola: campi, uliveti e vigne disegnano un paesaggio tranquillo, lontano dal traffico della costa.

La chiesa di San Giovanni Battista

Il monumento più noto del paese è la chiesa romanica di San Giovanni Battista, costruita in pietra arenaria e databile intorno alla fine dell'XI secolo. La facciata a capanna ha un portale ad arco sormontato da un oculo; all'interno, oggi a navata unica, la luce entra da monofore ad arco e la copertura è in legno a doppio spiovente. Nell'Ottocento l'edificio fu in parte smontato per ricavarne materiale da costruzione, poi venne ricostruito nel 1929 e restaurato fino alla riapertura al culto nel 2007.

Il Museo Archeologico e le stele "a specchio"

Se c'è un motivo per mettere Viddalba in cima alla lista, è il MAV – Museo Archeologico di Viddalba, a pochi minuti dalle case. È l'unico centro culturale e scientifico di questo tipo nella bassa valle del Coghinas e racconta il territorio dal Neolitico al Medioevo: ci sono materiali delle culture di Ozieri e di Bonnanaro, reperti nuragici fra cui un'ascia in bronzo, e soprattutto la grande sezione romana.

Il cuore della collezione sono le stele funerarie "a specchio", lastre di arenaria provenienti dalla vicina necropoli romana di San Leonardo. Sulla faccia principale è scolpita una figura umana stilizzata, spesso racchiusa da un motivo a ramo di palma: segnavano le tombe a cremazione fra la fine del I secolo a.C. e la prima età imperiale. Sono tipiche proprio di questa zona della Sardegna e guardarle da vicino fa un certo effetto, perché sembrano ritratti essenziali di persone vissute duemila anni fa. Accanto alle stele troverete i corredi delle sepolture: ceramiche, balsamari in vetro, gioielli in oro, argento e pasta vitrea, gemme, monete e oggetti in bronzo.

Il museo propone anche mostre temporanee, laboratori e visite guidate: una tappa perfetta per una mattina di vento.

Il fiume Coghinas, dalle terme alla foce

Il Coghinas è uno dei grandi fiumi della Sardegna: è lungo circa 116 km, nasce dall'altopiano di Buddusò e sfocia nel Golfo dell'Asinara vicino a Valledoria. Il nome, secondo l'interpretazione più diffusa, richiama le "cucine", cioè le sorgenti calde che affiorano lungo il suo corso.

Il tratto finale del fiume, dalle terme fino alla foce, è percorribile in canoa e kayak. Alla foce il fiume forma un'ampia zona umida alle spalle delle dune, frequentata dagli uccelli migratori: un ambiente delicato da visitare con rispetto, restando sui percorsi.

I paesi vicini: Santa Maria Coghinas, Valledoria, Badesi

  • Santa Maria Coghinas: piccolo comune sulla riva del fiume, con la chiesa romanica della Madonna delle Grazie e, poco fuori, il castello di Casteldoria. Lungo il letto del Coghinas sgorgano le acque termali di Casteldoria, che superano i 70 °C.
  • Valledoria: si affaccia sul Golfo dell'Asinara proprio accanto alla foce del Coghinas. Il suo litorale è una lunga fascia di sabbia dorata, con località come San Pietro a Mare, La Ciaccia e Maragnani, molto amate da chi pratica windsurf e kitesurf.
  • Badesi: adagiato su una collina con vista su tutto il golfo, è circondato da vigneti di Vermentino di Gallura e ha spiagge lunghissime come Li Junchi, a circa 11 km dalle case, premiata con la Bandiera Blu.

Più a ovest, a circa 20 km, c'è Castelsardo con il suo borgo arroccato sul mare; lungo la strada si incontra la Roccia dell'Elefante, a circa 16 km, un masso di trachite modellato dagli agenti atmosferici che custodisce due domus de janas. Verso est, invece, l'Isola Rossa è a circa 25 minuti d'auto. Per muoversi fra questi luoghi serve l'auto. Se volete un punto di partenza per tutte queste gite, trovate le due case descritte nella pagina Le ville e altre idee nella pagina Dintorni.

Consigli pratici

Per il museo conviene controllare in anticipo giorni e orari di apertura, che cambiano con la stagione, sul sito del Comune di Viddalba. Per la canoa sul Coghinas affidatevi a operatori locali e informatevi sulle condizioni del fiume. La festa patronale di Viddalba è dedicata alla Madonna di Pompei: se volete assistere, verificate date e programma sui canali ufficiali del Comune o della pro loco.

Dormire nella campagna di Viddalba

Villa Jolies e la Villetta Ruja sono due case indipendenti a Li Reni, fra vigneti e natura con vista sul Golfo dell'Asinara. Potete prenotarle separatamente o insieme, fino a 15 ospiti.